Una delle forme più antiche di meditazione è la ripetizione di un mantra, di una frase, di un nome, di una preghiera, per un certo numero di volte; la quantità e la qualità delle ripetizioni dipende dai diversi riferimenti culturali e spirituali e dal luogo di appartenenza del meditante. (per approfondire leggi questo articolo)
Da questa pratica devozionale antichissima deriva la necessità di utilizzare un semplice strumento che permetta di tenere il conto delle ripetizioni; ecco comre nascono i primi rosari – in occidente – e japamala – in oriente.
Non ci è dato sapere in realtà se siano nati prima i rosari o i japamala; quello che è certo è che i due nomi, in oriente ed occidente, hanno lo stesso significato e questo allude a contaminazioni e trasmissioni di conoscenze fra est ed ovest ancor prima di quanto possiamo immaginare.
Il nome Rosario si riferisce ad una ghirlanda di fiori, nello specifico di rose che sono tradizionalmente considerate il fiore di Maria; infatti la recitazione del Santo Rosario è molto praticata nel culto mariano. Anche la parola sanscrita mālāindica una corona, una ghirlanda, una serie.
Per quanto riguarda la forma originaria, sembra che una semplice corda annodata con un numero specifico di nodi sia radice comune in entrambe le culture.
Corde di preghiera annodate erano sicuramente usate nel cristianesimo primitivo, fra il 3° e 4° secolo DC; si dice che i Padri del deserto abbiano creato le prime, usando i nodi per tenere traccia del numero di volte in cui recitavano la Preghiera di Gesù.
L’immagine più antica di un filo di perline in un contesto religioso e simile a un filo di rosario in occidente si trova sull’affresco delle “Adoranti” presso l’edificio Xeste 3 dell’insediamento preistorico di Akrotiri, Santorini (Thera ,) Grecia del XVII sec. a.C. (1613 a.C. circa) (immagine qui sotto)
L’origine specifica del Japamala è sconosciuta, ma l’uso delle perline per il conteggio è una pratica diffusa nelle culture orientali antiche. La prima chiara rappresentazione di un Japamala usato come strumento per la recitazione, piuttosto che come una collana o una decorazione, proviene da un’immagine di Bodhisattva creata durante la dinastia Wei settentrionale del IV-VI secolo in Cina. In questa immagine il mala è tenuto in mano, piuttosto che indossato. La sua origine potrebbe però essere di gran lunga precedente.
Affresco delle “Adoranti” – Akrotiri, Santorini (Thera) – Grecia XVII sec. a.C.
Rosario realizzato da me con Cristallo, Ametista e Quarzo Citrino
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